Le prime sedi museali nel seicento e settecento

Non tutte le Contrade ebbero la fortuna di avere a disposizione una sede propria: spesso si faceva ricorso alle chiese delle Confraternite laicali, che rivestirono peraltro molta importanza nella formazione istituzionale delle Contrade stesse. Queste ultime in genere non avevano risorse da corrispondere in cambio dell'uso dei locali: per ovviare a questo inconveniente si cominciò quindi a donare i premi che le Contrade riportavano nelle corse in Piazza alle varie Compagnie, le quali a loro volta si impegnavano generalmente a ricambiare con altri regali o con l'organizzazione delle feste celebrative.

Almeno fino dagli inizi della seconda metà del Seicento è attestata presenza della Contrada di Valdimontone nell'oratorio della SS. Trinità: già nel 1661, il Valdimontone aveva chiesto (ed ottenuto) ai confratelli della Compagnia predetta di poter usufruire del loro oratorio, in occasione della prima partecipazione storicamente finora accertata della Contrada ad una corsa con i cavalli in Piazza, e cioè il Palio del 2 Luglio di quell'anno. Due anni più tardi, nel Luglio del 1663, quando poi fu riportata sul Campo la prima vittoria "alla Tonda" della Contrada, quest'ultima deliberò di donare il Palio vinto alla Compagnia della SS. Trinità, secondo un consolidato costume dell'epoca.
Più precisamente la Contrada teneva le proprie adunanze e funzioni religiose nella cappella intitolata a Maria Santissima; le celebrazioni in occasione della Festa titolare venivano invece effettuate "alla Beata Vergine Maria sotto al Piano de' Servi nell'incrociata", ovverosia al tabernacolo situato nell'edificio al bivio posto tra Via dei Servi e Via delle Cantine (probabilmente costruito nella seconda metà del XVI secolo). 

Le prime sedi museali nel seicento e settecento

Non tutte le Contrade ebbero la fortuna di avere a disposizione una sede propria: spesso si faceva ricorso alle chiese delle Confraternite laicali, che rivestirono peraltro molta importanza nella formazione istituzionale delle Contrade stesse. Queste ultime in genere non avevano risorse da corrispondere in cambio dell'uso dei locali: per ovviare a questo inconveniente si cominciò quindi a donare i premi che le Contrade riportavano nelle corse in Piazza alle varie Compagnie, le quali a loro volta si impegnavano generalmente a ricambiare con altri regali o con l'organizzazione delle feste celebrative.

Almeno fino dagli inizi della seconda metà del Seicento è attestata presenza della Contrada di Valdimontone nell'oratorio della SS. Trinità: già nel 1661, il Valdimontone aveva chiesto (ed ottenuto) ai confratelli della Compagnia predetta di poter usufruire del loro oratorio, in occasione della prima partecipazione storicamente finora accertata della Contrada ad una corsa con i cavalli in Piazza, e cioè il Palio del 2 Luglio di quell'anno. Due anni più tardi, nel Luglio del 1663, quando poi fu riportata sul Campo la prima vittoria "alla Tonda" della Contrada, quest'ultima deliberò di donare il Palio vinto alla Compagnia della SS. Trinità, secondo un consolidato costume dell'epoca.
Più precisamente la Contrada teneva le proprie adunanze e funzioni religiose nella cappella intitolata a Maria Santissima; le celebrazioni in occasione della Festa titolare venivano invece effettuate "alla Beata Vergine Maria sotto al Piano de' Servi nell'incrociata", ovverosia al tabernacolo situato nell'edificio al bivio posto tra Via dei Servi e Via delle Cantine (probabilmente costruito nella seconda metà del XVI secolo). 

Tra San Leonardo e San Girolamo

Nonostante alcuni screzi già avvenuti in passato con la Compagnia della SS. Trinità, soprattutto verso la fine del Seicento (che costrinsero i contradaioli a tenere alcune adunanze in abitazioni private), la Contrada continuò ad officiare questo oratorio fino al 1742, anno in cui in seguito ad un litigio avvenuto con la Compagnia, furono allacciati dei rapporti con la Commenda di San Leonardo, del Sovrano Ordine Gerosolimitano, per ottenere l'uso di quella chiesa. Le trattative andarono subito in porto, tanto che l'anno successivo, il commendatore di Siena dell'Ordine fra' Silvio Saluzzo di Genova, concesse al Valdimontone di passare ad officiare in quella chiesa e di tenervi le adunanze capitolari.

Lo stabile venne dapprima gravemente danneggiato dal terremoto del 1798, e poi, unitamente al palazzo della "Commenda" dei Cavalieri di Malta, adibito a caserma dalle truppe francesi nel biennio 1800-1802; durante questo periodo la Contrada spostò la propria sede nella vicina chiesa di San Girolamo, per tornare di nuovo al San Leonardo nel 1802.
Dopo la soppressione del Sovrano Ordine di Malta da parte del governo francese nel 1810, la chiesa passò prima al demanio pubblico, e quindi fu acquistata dal nobile Celso Bargagli. Con intercessione del governatore di Siena, cavaliere Giulio Ranuccio Bianchi Bandinelli Paparoni, il Cardinale Arcivescovo Anton Felice Zondadari la concesse alla Contrada con decreto del 14 Marzo 1818.
Acquisita finalmente la proprietà del San Leonardo, la Contrada promosse immediatamente un necessario intervento per ristrutturare completamente l'immobile, gravemente danneggiato dal terremoto e dall'incuria. La direzione del restauro venne affidata all'architetto Agostino Fantastici.
Durante il tempo dei lavori (1819-1822), la Contrada di Valdimontone si stabilì di nuovo nella chiesa di San Girolamo, dove l'immagine sacra della Madonna del Buon Consiglio, Patrona della Contrada, fu conservata "nel secondo altare a mano sinistra a entrare". Risolta l'annosa questione della proprietà dell'oratorio, negli anni immediatamente successivi fu affrontato il non meno spinoso problema di dotare la Contrada dei locali annessi alla chiesa, di cui quest'ultima era sprovvista: in particolar modo urgevano "una sagrestia ed una stanza per uso di consiglio".

I restauri presso San Leonardo e l'esigenza di ulteriori spazi

Nel 1931 la Società di Esecutori di Pie Disposizioni propose al Valdimontone di effettuare una nuova permuta di locali: la Contrada avrebbe dovuto cedere la propria sede più l'oratorio di San Leonardo in cambio della vicina chiesa del Santuccio e di alcuni locali attigui (di proprietà demaniale, ma affidati all'ente). Difficoltà di carattere economico, unite a numerose perplessità emerse nella Contrada, frenarono l'attuazione di questo progetto, tanto che nel 1934 si decise che il San Leonardo sarebbe rimasta la chiesa del Valdimontone.

Si procedette quindi al riassetto della sala del Seggio che fu arricchita di nuove scaffalature lignee per la custodia dei costumi. Fu altresì deciso di porre mano ad un 'opera di restauro sulla chiesa, bisognosa di riparazioni, soprattutto nel soffitto, nel tetto e nel pavimento. Questo ciclo di interventi venne portato a termine nel 1938, allorché anche la facciata della chiesa venne restaurata dall'economo Giacomo Cenni in stile neo-romanico. 
L'inaugurazione della chiesa ristrutturata avvenne il 15 Maggio del 1938, nell'ambito di una settimana di solenni festeggiamenti promossi dalla Contrada.
Questi locali, salutati all'epoca come un vero e proprio gioiello di gusto e stile, rimasero in auge praticamente fino all'inizio degli anni '70, ma già da almeno un decennio nel Valdimontone si stava avvertendo la sempre più pressante necessità di dotarsi di nuovi locali, più adeguati alle sempre maggiori esigenze di spazio per le attività sociali dei Contradaioli, e più consoni alla conservazione del patrimonio storico e culturale della Contrada.

La nuova sede museale progettata da Giovanni Michelucci

Dopo una serie di progetti non andati a buon fine, finalmente nel 1973 la Contrada riuscì, con un colpo sensazionale, ad affidare la realizzazione della nuova sede museale ad una delle maggiori figure dell'architettura mondiale contemporanea, l'arch. Giovanni Michelucci. Quest'ultimo, sebbene già avanti con gli anni, aderì entusiasticamente a questa iniziativa, progettando un nuovo "rivoluzionario" complesso che comprendeva, da una parte, la vecchia chiesa di San Leonardo - sconsacrata nel 1978 - ed i locali ad essa attigui, e, dall'altra, una serie di nuovi volumi ricavati nella balza del colle in un'area compresa tra l'oratorio della Santissima Trinità - dal 1974 in uso perpetuo alla Contrada per i propri uffici divini - e l'antico muro di cinta urbico che abbracciava parte del "Castello de Montone". I due blocchi, quasi prospicienti l'uno all'altro, sarebbero stati uniti dalla piazzetta davanti al San Leonardo e dall'apertura di varco nel muro che costeggia la piazza comunicante in un giardino sottostante all'antico muro di cinta.
La realizzazione di questo ingegnoso progetto, che riesce a coniugare il rispetto della tradizione con il gusto di un sapiente spirito di innovazione, è costato molto alla Contrada in termini, sia di risorse umane, che finanziarie.

Il prof. Michelucci, deceduto nel 1990, non ha potuto vedere il risultato finale del suo sforzo creativo, ma tutti i lavori effettuati nel cantiere sono stati seguiti e portati a compimento dal suo assistente e fedele collaboratore, l'arch. Bruno Sacchi. La nuova sede museale completata, uno dei più fulgidi esempi di architettura contemporanea a Siena, è stata inaugurata il 22 Giugno 1997, mentre i lavori di ristrutturazione al comparto museale costituito dalla chiesa di San Leonardo e dai vecchi locali ad essa adiacenti erano stati ultimati molto tempo prima, nel 1978.

 Visite al Museo

E' possibile effettuare visite alla Sede Museale previo appuntamento con:

il Vicario Maurizio Pasqui (tel. 347 3895259)

il Pro Vicario Marco Pasqui (tel. 334 3217786)

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2
3
5
6
7
8
9
10
12
13
14
15
16
17
19
20
21
22
23
24
26
27
28
29
30
31
Data : 31 Marzo 2017
  • Pochi Ma Boni news

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se accedi a qualunque elemento di questo sito acconsenti implicitamente all'uso dei cookie. Per saperne di piu'

Approvo

Informativa estesa sull’uso dei cookie

 

Nel rispetto della legge sulla Privacy, Art. 13 d.lgs. 196/2003 - Codice privacy, si informano i visitatori del nostro sito www.valdimontone.it sulle tipologie di cookie che vengono utilizzate, come deciso da provvedimento "Individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei cookie" dell'8 maggio 2014 del Garante della Privacy.

 

 

Tipologie di cookie

 

I cookie sono stringhe di testo di piccole dimensioni che i siti visitati dall'utente inviano al suo terminale, solitamente al browser. I cookie sono usati per differenti finalità: esecuzione di autenticazioni informatiche, monitoraggio di sessioni, memorizzazione di informazioni su specifiche configurazioni riguardanti gli utenti che accedono al server, ecc.

 

I cookie possono essere distinti in funzione del loro utilizzo:

 

Cookie tecnici – Sono cookie essenziali al corretto funzionamento del sito.Possono essere suddivisi in cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del sito web (permettendo, ad esempio, la gestione del profilo dell’utente, oppure di autenticarsi per accedere ad aree riservate); cookie analytics, assimilati ai cookie tecnici laddove utilizzati direttamente dal gestore del sito per raccogliere informazioni, in forma aggregata, sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito stesso; cookie di funzionalità, che permettono all'utente la navigazione in funzione di una serie di criteri selezionati (permettendo, ad esempio, la gestione della lingua scelta per la navigazione) al fine di migliorare il servizio reso allo stesso.

 

Cookie di profilazione – Si tratta di cookie utilizzati per identificare (in modo anonimo e non) le preferenze manifestate dall’utente nell'ambito della navigazione in rete per migliorare la sua esperienza di navigazione e per inviare messaggi pubblicitari.

 

In base al soggetto che installa i cookie:

 

Cookie proprietari – Sono cookie trasmessi direttamente dal gestore del sito.

 

Cookie di terze parti – Sono cookie trasmessi da siti esterni tramite il sito. Un esempio di cookie gestiti da terze parti è rappresentato dalla presenza dei social plugin (per Facebook, Twitter, Google+), ossia di parti della pagina generate direttamente da siti esterni ed integrati nella pagina del sito ospitante. L’utilizzo più comune dei social plugin è finalizzato alla condivisione dei contenuti sui social network.

 

La distinzione tra i due soggetti proprietari deve essere tenuta in debito conto al fine di individuare correttamente i rispettivi ruoli e le rispettive responsabilità con riferimento al rilascio dell'informativa e all'acquisizione del consenso degli utenti online. Il sito che ospita cookie di terze parti è da considerarsi un intermediario tecnico che deve informare gli utenti sulla presenza di tali cookie e dare opportune indicazioni su come gestirli.

 

In base alla durata:


Cookie di sessione – Sono cookie che al termine della sessione di navigazione, ossia alla chiusura del browser, scadono e normalmente sono eliminati. Generalmente sono cookie tecnici.

 

Cookie permanenti – Sono cookie persistiti sul terminale dell’utente successivamente alla chiusura della sessione del browser. Generalmente sono cookie di profilazione.

 

 

Cookie utilizzati dal sito

 

Cookie tecnici di navigazione di proprietà del sito.


Cookie di Google Analytics per un’analisi del traffico web: si tratta di cookie di terze parti (di Google) che vengono raccolti e gestiti in modo anonimo a fini statistici per monitorare e migliorare le prestazioni del sito. Per ulteriori informazioni si veda Google Privacy e Termini, mentre per disabilitare Google Analytics Componente aggiuntivo del browser per la disattivazione di Google Analytics.

 

Cookie relativi ai Google Fonts per l’utilizzo di librerie tipografiche messe a disposizione da Google. Per ulteriori informazioni si veda Google Privacy e Termini.

 

Cookie di Facebook, di Twitter, di Youtube, di Google+. Il sito utilizza social plugin o embedded content di tali siti che possono inviare cookie. Si tratta pertanto di cookie di terze parti: il nostro sito non può controllare direttamente questi cookie, invitiamo perciò a prendere visione della specifica informativa, rispettivamente, su https://www.facebook.com/help/cookies/https://twitter.com/privacy?lang=itGoogle Privacy e Termini.

 

 

Come modificare le preferenze del browser

 

L’utente può decidere se accettare o meno i cookie utilizzando le impostazioni del proprio browser. La maggior parte dei browser permette di impostare delle regole per gestire i cookie inviati solo da alcuni o da tutti i siti, opzione che offre agli utenti un controllo più preciso della privacy e di negare la possibilità di ricezione dei cookie stessi. Di seguito sono riportate le indicazioni per la gestione dei cookie sui principali browser:

Chrome

Firefox

Internet Explorer

Opera

Safari